CHIESA MATRICE
Secc. XVI-XIX-XX
La
fine dell’epoca barocca segna in terra d’Otranto
il passaggio da uno stile ricco di ornati e di decorazioni
ad uno più austero influenzato da linee e forme provenienti
da altri centri più importanti come Roma e Napoli.
L’affermazione del ceto borghese contribuì alla
modifica del gusto architettonico che venne orientato verso
forme più sobrie e lineari.
Il basso salento con l’attività di progettisti
e maestranze qualificate (De Palma, Orfano, Palma ecc..) realizzò
una serie di edifici religiosi e laici che sortirono il salto
di qualità avvenuto in questo territorio. Alcune fabbriche
però non riuscirono a perdere del tutto i caratteri
originari e a quelli più antichi aggiunserò
gli stilemi nuovi e più aggiornati, facilmente comprensibili
dai contemporanei.
A Miggiano la Chiesa Matrice, dedicata a San Vincenzo Martire,
protettore del paese e della diocesi di Ugento, rappresenta
un interessante esempio di edificio religioso in epoche diverse
a partire dall’ XVI secolo quando le novità stilistiche
provenienti da fuori del Regno di Napoli si erano ormai affermate
e divenute linguaggio architettonico diffuso nel salento.
La pianta della Chiesa è a tre navate con bracci del
transetto contratti, ampio coro e profonde cappelle laterali.
La facciata è decorata con statue barocche. Le coperture
a spigolo e le finestre centinate a lunetta denunciano chiaramente
la presenza di esecutori locali abituati a costruire edifici
residenziali e opifici. Nell’interno gli altari tardo-barocchi
che emergono dai paramenti murari sono nati da sculture. Di
particolare rilevanza artistica è la tela di San Vincenzo
Martire posta sull’altare maggiore, dipinta agli inizi
del XVII secolo probabilmente dal neretino Donato Antonio
D’Orlando.
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